In the field of art, little attention is given to exploring the artist’s psyche to understand and appreciate their work. This raises the question: can we distinguish Marini the advertiser from Marini the artist? The words and images in advertisements are crafted to function as invitations to consumers, persuading them that they cannot live without the product being offered. While advertising often reflects the decline of individual and intimate desire, art, in contrast, celebrates life. Advertising, as a form of communication, strives to engage and captivate an audience. Art, too, communicates something to the viewer, perhaps not by explicit design but intrinsically, as a more intimate, personal, and therefore, to a certain extent, secret language. His advertising works evoke intrigue rather than subjugate the viewer’s imagination to consumerist impulses. Art—particularly Marini’s installations—invites active participation, a play of letters. Thus, enchantment represents the essence of Marini’s craft.
Lorenzo Marini is the embodiment of the archetypal Renaissance Man, with a wealth of knowledge and the ability to apply his skills across various disciplines. His journey is one of continual exploration. By delving deeper into the study of language and examining the essence of letters, he embraces the evocative power of words, allowing the message to be expressed authentically. Words are not intrinsically impenetrable; they fall like raindrops imbued with reflected images, or remain fixed on the canvas, or swallowed by a black hole where they will disappear. It’s a captivating experience to navigate these letters as they gradually transform into words and, subsequently, messages. The present state of the letter evolves into the future of the word and the message: thus, time becomes a form of transcendence.
Unsurprisingly, Lorenzo Marini has been selected to represent Italy at the inaugural Biennale d’Arte per la Sostenibilità, which coincides with the 30th Conference of the Parties to the United Nations Framework Convention on Climate Change (COP 30). This event will take place in Belém from November 10 to 21. The exhibition will be relocated to New York City on December 15 at the Saphira gallery.
The press release regarding Marini’s participation states: “The Italian artist, known for his Typeart, has created two works that poetically engage with the fate of our planet and the essence of human language. These two pieces represent two sides of the same contemplation: one embodies the risk of oblivion, while the other reflects the hope of rebirth.”
The work titled “Sustainable Type” is a panel composed of squares, each indexed by a letter. Each letter represents the organic material from which its corresponding square is made. The use of organic materials has been a hallmark of Land Art and Arte Povera in past decades. While Marini may not be introducing a completely new concept, his work connects nature to human language, emphasizing the essential interdependence that ensures the survival of the human species on Earth. Marini states, “Sustainable Type is the answer.” We must appreciate nature and recognize its integral role in our humanity.
The scream of alarm comes from “We Are All the Amazon,” a painting from the Black Hole series. In this artwork, letters are arranged in a circle and seem to be drawn toward a black hole at the center, where they are ultimately consumed. If humanity continues to exploit its superiority over the rest of creation, we risk annihilation—much like the letters that symbolize the very language that sets us apart from animals.
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Lettere colorate e messaggi subliminali fungono da porte d’accesso a una moltitudine di possibilità (con Laurence Hoffmann, Gennaio/Novembre 2025)
Dopo il Brasile, NYC dal 15 Dicembre (Saphira Gallery)
Nel campo dell’arte, viene attribuito poco credito all’esplorazione della psiche dell’artista nel tentativo di comprendere e apprezzare un’opera d’arte. Sorge la domanda: possiamo distinguere il Marini pubblicitario dal Marini artista? Le parole e le immagini all’interno degli annunci pubblicitari sono progettate per funzionare come inviti ai consumatori, convincendoli che non possono esistere senza il prodotto presentato. Mentre la pubblicità spesso significa il declino del desiderio individuale e intimo, l’arte, al contrario, celebra la vita. La pubblicità, quale forma di comunicazione, si adopera a coinvolgere e affascinare un pubblico. L’arte, anch’essa, comunica qualcosa allo spettatore, forse non per esplicito calcolo ma intrinsecamente, quale linguaggio più intimo, personale e quindi, in certa misura, segreto. Le sue opere pubblicitarie evocano intrighi più che soggiogare l’immaginazione dello spettatore alla spinta consumistica. L’arte – in particolare le installazioni di Marini – invita alla partecipazione attiva, al gioco delle lettere. Quindi, l’incanto rappresenta l’essenza del mestiere di Marini.
Lorenzo Marini incarna l’archetipo dell’Uomo del Rinascimento; possiede una vasta conoscenza e applica le sue capacità in varie discipline. Il suo percorso è di continua esplorazione. Approfondendo la sua indagine sul linguaggio ed esaminando la natura delle lettere, abbraccia il potenziale evocativo delle parole, permettendo così al messaggio di trovare la sua espressione autentica. Le parole non sono intrinsecamente impenetrabili; cadono come gocce di pioggia intrise di immagini riflesse, o rimangono fissate sulla tela, o inghiottite da un buco nero dove spariranno. È un’esperienza avvincente navigare tra queste lettere che si trasformano gradualmente in parole e, successivamente, in messaggi. Lo stato presente della lettera evolve nel futuro della parola e del messaggio: così il tempo diventa una forma di trascendenza.
È così, con poca sorpresa: Lorenzo Marini è l’artista che rappresenta l’Italia alla prima Biennale d’Arte per la Sostenibilità, inaugurata in occasione della XXX Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 30), a Belém dal 10 al 21 novembre.
Come spiega la dichiarazione stampa sulla partecipazione di Marini : “L’artista italiano noto per la sua Typeart ha realizzato due opere che dialogano poeticamente sul destino del pianeta del linguaggio umano. Due opere, due poli di una stessa riflessione: da una parte il rischio dell’oblio, dall’altra la speranza della rinascita.”
L’opera dal titolo Sustainable Type e’ una tavola composta di quadrati indicizzati con una lettera. Ogni lettera si riferisce al materiale organico di cui e’ fatto quel quadrato. L’utilizzo di materiali organici era proprio della Land Art e dell’Arte Povera in decenni passati. Quindi Marini non fa nulla di nuovo, se nonche’, il suo Sustainable Type ancora la natura al linguaggio umano e viceversa, come a segnare una interdipendenza necessaria per garantire la sopravvivenza della specie umana sulla terra. Marini dice “Sustainable Type e’ la risposta”, bisogna apprezzare la natura e riconoscerne la funzione integrante al nostro essere umani.
Il grido (di allarme) e’ invece quello di Siamo tutti l’Amazzonia, quadro della serie dei Black Hole, in cui lettere disposte in un cerchio appaiono attratte dal centro, un buco nero, e esserne divorate. Se noi umani continuiamo ad abusare della nostra primazia di esseri viventi sul resto del creato, verremo annichiliti come le lettere che simboleggiano il linguaggio che ci distingue dagli animali.